

Traduzione in Italiano a cura di Gianluigi. Leggi la versione Inglese.
Sono molto felice di aver realizzato questa prima intervista "collettiva" e sono molto grato ad Arve per la disponibilità che ci ha offerto nonostante l'agenda stracolma di impegni.Gianluigi
Il tuo nuovo album è intitolato "Cartography", una parola che mi riporta a qualcosa di estremamente visuale: posti, territori, paesaggi... Il tuo obiettivo era di rappresentare in musica questo tipo di immagini?
Tutti i titoli dei brani sono stati suggeriti da David alla fine delle registrazioni. Gli ho anche chiesto un suggerimento per il titolo dell'album. "Cartography" era molto vicino alle idee che avevo durante il processo creativo. Ha qualcosa a che fare con le mappe di cui tutti facciamo parte. Tutti noi andiamo in direzioni differenti e tutti noi abbiamo la nostra mappa da seguire. Per me è il modo di spiegare dove mi trovo adesso dopo 40 anni di vita trascorsi fra alti e bassi.
Quando verrà messo in vendita?
E' stato pubblicato in Norvegia il 17 Ottobre e adesso, gradualmente, sarà pubblicato in Europa a Novembre e in Giappone e Sati Uniti a Gennaio del 2009.
In qualità di rappresentante del sito "davidsylvian.it" devo farti alcune domande che definirei "inevitabili"
Quando e dove hai conosciuto David Sylvian?
E' stato dopo che Jang Bang ha mandato a David il mio secondo album, "Chiaroscuro", nel 2004. Jan lo conosceva già perchè aveva realizzato un mix con Erik Honoré. David mi ha quindi invitato a collaborare al progetto "Nine horses" ed in seguito a "Naoshima". La prima volta che l'ho incontrato di persona è stato l'anno scorso ad Oslo in occasione del concerto del suo tour mondiale. E' stata un'esperienza grandissima.
Puoi dirci che tipo di contributo ha dato David all'album "Cartography"?
"Before and Afterlife" (prima parte) è un poema scritto da David l'anno scorso per una raccolta di musiche. Questa traccia è stata utilizzata in un brano scritto da me e Jan. Gli ho poi chiesto di ascoltare il resto del materiale che era stato preparato per vedere se fosse possibile aggiungere delle liriche e... lo ha fatto! E' così nata "Thermal". Come ho detto prima, David mi ha anche suggerito tutti titoli dei brani e il titolo dell'album. E' stato fantastico lavorare con lui e mi sento molto onorato di avere il suo "tocco" nell'album.
Alex2222 (Alessandro) è il nostro archivio vivente (conosce cose di David che lo stesso David ignora). Ha qualche domanda per te.
Come ti sei avvicinato alla musica, quando hai capito che sarebbe stata la tua vita?
Sono stato ispirato da ottimi musicisti che suonavano musica improvvisata e che amavano suonare dal vivo ed emanare vibrazioni positive. Ero molto giovane all'epoca, circa 13 anni, ma sapevo che sarebbe stato il mio futuro.
E la scelta di seguire un genere piuttosto che un altro?
Ho ascoltato una grande varietà di musiche e credo che questo sia l'approccio corretto. Sono sempre stato interessato a cercare suoni nuovi ed energia positiva e questo è stato possibile suonando differenti generi.
Devi essere onesto con te stesso invece di seguire gli altri o il trend che sembra essere "quello giusto". Cerca e segui ciò che veramente ti piace e poi, come dice Brian Eno, arrenditi...
Nella tua musica l’improvvisazione è uno degli elementi più importanti. Mentre componi come ti accorgi che quello che stai suonando funziona e può essere sviluppato per finire su disco o essere eseguito ad un concerto?
Si, registro parecchie improvvisazioni e dal quel momento in poi posso scegliere se arrangiarle, impararle e, se il risultato mi piace, quelle improvvisazioni possono diventare brani. "Cartography" contiene parecchie tracce che sono il risultato di improvvisazioni collettive in seguito ripulite e arrangiate.
Stai sviluppando due carriere, una solista e l’altra con i Supersilent. Quali sono le principali differenze di lavoro?
Non credo ci siano differenze sostanziali per me nel modo di fare musica. Cerco di essere sempre onesto e focalizzato durante il processo creativo. L'unica differenza può stare nel modo di porsi, da un lato il collettivo "Supersilent" e dall'altro il solista "Arve Henriksen". Ma comunque entrambi i progetti sono costruiti su gruppi di musicisti che lavorano assieme da anni e che si supportano in maniera trasversale rispetto ai singoli progetti. I miei lavori da solista sono un qualcosa che affronto in autonomia per quanto riguarda interviste, promozioni e cose del genere, ma comunque mi sento sempre parte di un processo creativo che coinvolge anche altri musicisti. Naturalmente il risultato finale è differente: il più potente Supersilent e il più calmo Arve.
Hai collaborato con Sylvian. Per i tuoi interventi hai avuto una linea guida da seguire scrupolosamente o sei stato lasciato libero di improvvisare?
Non ci sono mai state linee guida, solo e soltanto i file audio che ci siamo inviati che, se vuoi, sono essi stessi delle linee guida :-)
La collaborazione che ti ha dato maggiori soddisfazioni e quella che vorresti fare.
Ci sono parecchie cose che mi piacerebbe fare in futuro. Vedremo. David mi è stato di grande aiuto e mi ha ispirato moltissimo. La realizzazione di "Cartography" è stata molto importante e mi ha dato una spinta verso il futuro.
Krishna Blue (Antonio) essendo il moderatore del forum rappresenta la nostra saggezza e questo è ciò che vorrebbe domandarti:
La tua musica possiede un forte potere evocativo, ascoltandola ti porta alla memoria ricordi lontani, quindi viene spontaneo collegare un tuo suono presente ad un ricordo passato. E' come una soundtrack retrospettiva, che agisce al contrario. E' forse dovuto al tuo rapporto tra uno strumento antico quale la tromba e contemporaneamente all'elettronica più all'avanguardia a creare questo effetto come dire, retro-compatibile?
Domanda interessante...mmmm...grazie. La tromba ha spesso un suono prevedibile che può evocare emozioni e può essere connesso ad un certo tipo di ricordi lontani, ma nella mia testa non c'è distanza fra "strumenti", tromba-elettronica. Le emozioni che ricevo quando suono o ascolto sono collegate al "feeling" e non al suono degli strumenti. La mia tromba è un utensile che utilizzo per creare musica.
Camp Fire è uno dei primi esseri viventi ad essersi iscritto al nostro sito, quindi possiamo tranquillamente definirlo una "figura storica". Ecco la sua domanda:
Nel tuo nuovo lavoro David Sylvian figurerà in due brani nei quali reciterà dei suoi versi. Come è nata la scelta di non cantare bensì recitare?
La mia richiesta è stata di aggiungere "qualcosa" e David ha ritenuto di dare il suo apporto recitando un poema (Thermal). Sono felice che abbia deciso di leggere e recitare mostrando le sue fantastiche capacità di narratore e portando una nuova fonte di ispirazione all'intero album.
Cru3l è un musicista che, fra l'altro, ha recentemente intervistato Thomas Feiner. Anche lui ha qualche domanda per te:
Cosa puoi raccontarci delle sessioni di registrazione per "Snow Borne Sorrow" dei Nine Horses? Hai registrato le parti in studio con David Sylvian, oppure vi siete scambiati le parti via internet?
Ho registrato le mie parti a Oslo e abbiamo scambiato i file audio via internet.
Ho letto che il tuo modo di suonare la tromba si ispira al suono di uno strumento giapponese, il flauto Shakuhachi. Come hai scoperto questo strumento, e cosa ti ha colpito di esso?
La cosa risale al 1988 quando ho sentito per la prima volta questo strumento. Il suono di quel flauto mi ha colpito in maniera diretta e con una potenza incredibile. Capii che quello sarebbe stato un suono fondamentale per me. Perche? In quel periodo (come sempre) ero alla ricerca di un suono da "importare" nella tromba. Forse il cercare un modo di scovare una sonorità che potesse completare il mio modo di suonare la tromba
arve (Innsbruck)
commenti
Re: Intervista ad Arve Henriksen
ne è uscita fuori proprio una bella intervista, e ben impaginata.
Grazie Gianluigi e grazie alla disponibilità di Arve, non è stato per nulla sbrigativo ma direi esaustivo
Re: Intervista ad Arve Henriksen
Grazie Gianluigi e grazie alla disponibilità di Arve, non è stato per nulla sbrigativo ma direi esaustivo
Grazie Krishna,
si la cosa che mi ha fatto più piacere è stata proprio la disponibilità di Arve e la sua "serietà" nel formulare le risposte nonostante non si trattasse di un intervista per una rivista di fama internazionale.
;-)
Re: Intervista ad Arve Henriksen
sai, la cosa che mi piace di più dell'intervista è questo tono di chiacchierata tutti insieme seduti allo stesso tavolo in birreria mentre in sottofondo passa del buon jazz e le luci non sono accecanti e il chiacchiericcio attorno non è assordante.
bell'intervista davvero dove le risposte non sono del certo banali.
gran bel lavoro ;)
Camp Fire
Re: Intervista ad Arve Henriksen
sai, la cosa che mi piace di più dell'intervista è questo tono di chiacchierata tutti insieme seduti allo stesso tavolo in birreria mentre in sottofondo passa del buon jazz e le luci non sono accecanti e il chiacchiericcio attorno non è assordante.
bell'intervista davvero dove le risposte non sono del certo banali.
gran bel lavoro ;)
L'idea era proprio quella. Una specie di chiacchierata fra amici... mi sembra che Arve abbia interpretato benissimo la sua parte.
A proposito, Domenica prossima lo incontrerò personalmente e gli racconterò di quanto abbiamo apprezzato la sua disponibilità.
Re: Intervista ad Arve Henriksen
ah però... be' portagli i saluti da parte dello "storico" ;)
Camp Fire
Re: Intervista ad Arve Henriksen
A proposito, Domenica prossima lo incontrerò personalmente e gli racconterò di quanto abbiamo apprezzato la sua disponibilità.
Beh, non ci racconti nulla?
Cià
Re: Intervista ad Arve Henriksen
Beh, non ci racconti nulla?
Cià
Intendevo Domenica 16, suona qui e vado a trovarlo ;-)
Incontro con Arve Henriksen
Ieri sera, prima del concerto che ha tenuto nell'ambito della rassegna Jazz in Sardegna, ho avuto il piacere di incontrare Arve Henriksen per qualche minuto.
Ho potuto ascoltare parte del soundcheck e poi sono salito sul palco e mi sono presentato (non ci eravamo mai incontrati di persona prima di ieri).
Arve mi ha accolto con un grande sorriso e si è subito scusato per il forte ritardo con cui ci ha inviato le risposte dell'intervista, ma mi ha spiegato che questo tour promozionale è molto impegnativo e lo sta portando in giro per l'Europa con ritmi molto pressanti.
Gli ho detto che abbiamo apprezzato moltissimo la serietà con cui ha affrontato l'intervista e l'ho ringraziato di cuore per il tempo che ci ha dedicato.
Arve mi ha poi raccontato di come sta procedendo il tour, di come il suo management stia incrementando il numero di concerti ogni giorno che passa, e di come le cose stiano andando bene per lui in questo periodo.
Il tempo a disposizione non era molto, il concerto stava per iniziare, per cui ci siamo salutati e Arve mi ha proposto di tenerci in contatto e magari, a tour concluso, organizzare con maggiore calma un'altra intervista più articolata e più di dettaglio.
Naturalmente poi ho assistito al concerto, ma su questo magari scriverò due righe di recensione.