

Ringrazio "Barbara/bamboomusic70" per aver condiviso le scansioni di questo articolo.
Come ti sei trovato ad affrontare nuovamente l'esperienza dei concerti dal vivo?
E' stato stranamente soddisfacente; all'inizio ero molto preoccupato, ma poi mi sono immerso in questo sentimento che avevo dimenticato: comunque non mi è mai piaciuto fare tournée, non è uno stadio naturale della mia creatività: io preferisco comporre musica in studio.
A giudicare dalle recensioni americane che ho letto i tuoi concerti sono molto simili a quelli dei Japan: è vero?
Credo di si. perché sono il riflesso di me stesso come essere umano: quello che mi piace dei concerti é che possono essere controllati, puoi dare più o meno energia alla tua performance: questo é il sentimento che voglio diffondere attraverso la mia musica.
Non pensi che questo sentimento a cui ti riferisci si rifletta nell'atmosfera della tua musica? Voglio dire, non trovi che le tue composizioni si stiano spostando su un terreno malinconico?
Mi sembra che abbiamo già affrontato questo argomento, in precedenti conversazioni; il problema é l'interpretazione del termine malinconia: la mia visione di malinconia è "fase depressiva ".
Per me la tua musica è come la quiete prima di una tempesta di felicità, e la malinconia è un periodo che va dalla fine di una depressione al raggiungimento della felicità: è il momento in cui stai per provare la felicità...
Se quello é il significato di malinconia allora sono d'accordo, la mia musica é malinconica.
La caratteristica dei concerti dei Japan era la perfezione tecnica: hai mantenuto quella caratteristica?
Sì, visto che anche quello é un aspetto della mia personalità: sto cercando la perfezione ma non l'ho ancora trovata.
In altre parole i concerti non sono molto cambiati dai tempi dei Japan.
Tutto sommato é vero, non sono cambiati, anche se non suoniamo alcuna canzone dei Japan. in concerto.
Non pensi che molta gente sarà delusa da questa scelta?
Questo è il mio tour da solista, non il tour dei Japan: siamo sul palco per suonare canzoni dai miei album, non per rivisitare i vecchi tempi della band.
Però la metà della band apparteneva ai Japan: inoltre tu mi avevi detto che non avresti suonato con Jansen e Barbieri perché facevano parte dei Dolphin Brothers...
E invece é successo! La loro carriera nei Dolphin Brothers non stava andando troppo bene, eppoi Steve é mio fratello... ma non si tratta assolutamente di una reunion dei Japan. Siamo tutti uomini diversi oggi, nel senso che sono passati troppi anni per poter far finta di essere ancora nel 1982. Dovremmo accettare troppi compromessi per vivere una cosa simile: per molto tempo, dopo Lo scioglimento, ho segretamente sperato che il gruppo si riformasse, ma grazie a Dio quel periodo è passato, e spero che non torni più: un ritorno dei Japan è fuori discussione. anche se alla casa discografica farebbe molto piacere, ma questo tour è il massimo che otterranno mai.
Non c'era anche un progetto per un tour con Holger Czukay?
C'era, ma il problema è che Holger ha troppi impegni di lavoro; ora, infatti, sta lavorando a del materiale dei Can, e gli ci vuole molto tempo per gestire operazioni del genere. E' strano, ma i Can non li ho mai digeriti. trovo addirittura difficile ascoltare quei dischi: ho scoperto Holger quando iniziò a lavorare da solo, con l'album "Movies".
Perché c'è voluto tanto tempo per realizzare l'album "Plight And Premonition"?
Prima di tutto per il suo modo di lavorare: Holger impiega sei mesi per decidere se secondo lui il disco è pronto, lo chiama processo di maturazione, poi ci sono stati dei problemi di case discografiche, il suo contratto...
Sei soddisfatto del risultato?
E' esattamente quello che volevamo, una session: abbiamo composto il materiale in due notti, poi abbiamo cominciato a lavorarci sopra, a mixarlo, a rimixarlo, ad aggiungere piccole parti e sovraincisioni.
Hai ancora velleità fotografiche?
A dire il vero non sento il bisogno di produrre nulla di visivo; mi piace assistere a spettacoli visivi, perché mi stimolano, mi ispirano, ma sono già soddisfatto della mia musica, né c'è nient'altro che voglio veramente fare: ci sono tantissime cose che non ho ancora fatto in quel campo, tante idee da sviluppare; poi sono meglio equipaggiato per fare musica.
Hai qualcosa da dire sulle copertine dei tuoi album?
Si, me ne interesso sempre, perché mi dispiacerebbe molto essere rappresentato da una copertina con la quale non ho nulla a che fare, proprio come non vorrei essere collegato ad una musica che non è mia al 100%. Però, nonostante tutto, cerco di evitare di farmi coinvolgere troppo, perché le copertine mi annoiano, mi piacciono le cose simmetriche, perché anche questo rispecchia la mia natura. Quando non le faccio fare a qualche ditta di grafica le affido a Yuko, la mia ragazza, e poi ci lavoriamo insieme.
Sei contento che i mass-media abbiano smesso di occuparsi di te?
Sì, ne sono molto felice, sono contento che l'attenzione nei miei confronti sia diminuita: il mio nome non viene più fatto a meno che non ci sia un album in uscita, o una tournée in corso.
Mi sembra che il tuo nome non sia mai stato fatto neanche in associazione con party o altre occasioni mondane...
Sì, infatti è vero, anche se ci sono stati alcuni pettegolezzi in proposito. Il discorso è che mi sento estraneo a quel mondo, e ne sono ben felice; mi sento male a stare sempre in pubblico, preferisco questo status quo, in cui mi lasciano in pace e posso fare quello che voglio.
Ora che sei in tournée non è cosi facile mantenere una privacy...
E' vero in parte, perché non sarà più come ai tempi dei Japan. ora ho molto tempo per stare solo con me stesso.
Cosa pensi che accadrà in Giappone, visto che laggiù sono noti per il loro fanatismo nei confronti delle star?
Perché, io sono una star? Quando sono stato in Giappone per una visita promozionale la gente mi riconosceva, ma non è successo niente di angosciante; sono riuscito a sopportarlo, almeno. Potrebbe essere diverso con il tour, ma non sarà mai come ai tempi dei Japan.
Andrai in vacanza quando il tour sarà terminato?
Non mi diverto molto in vacanza, perché divento irrequieto quando sto al sole, sulla spiaggia.
Il tuo cervello non ti consente di rilassarti?
Già. continua a lavorare, e sono sempre conscio di nuove influenze che si insinuano dentro di me. No, non c'è mai riposo per me. A volte é frustrante, ma non posso farci nulla, non posso combattere contro la mia stessa natura: un paio di anni fa io e la mia ragazza ci siamo presi una vacanza, ma dopo un paio di giorni siamo tornati a Londra, perché io non ce la facevo più. Lei era ovviamente dispiaciuta, ma mi ha capito.
Stavi componendo la musica per un balletto; a che punto sei arrivato?
Ho finito qualche mese fa e il balletto aspetta solo di fare il suo esordio sul palco.
Uscirà anche su disco, questa musica?
C'é una possibilità, ma dovrei scrivere qualcos'altro perché il materiale che ho sembrerebbe raffazzonato, su un disco.
La creatività è una sorta di maledizione, e David Sylvian ne sa qualcosa.