

Traduzione in italiano a cura di Cristiana. Leggi la versione originale
Il lato spirituale di David Sylvian
David Sylvian era letteralmente il ragazzo icona del movimento Neo Romantico quando lasciò la sua band proto-synth-pop, i Japan, ed il suo album in vetta alle classifiche, Tin Drum, nel 1982. Aveva la voce eterea, i capelli perfetti, i testi sognanti. Aveva anche ambizioni di sperimentazione musicale uguagliate solo dalla sua avversione per ciò che pensava essere la parte distruttiva delle esigenze del pop. I molti progetti di collaborazione a cui ha partecipato da allora, con il meglio dei musicista dell’avant-garde, tra cui Jon Hassel, Robert Fripp, Ryuichi Sakamoto, ed Holger Czukay dei Can, l’hanno portato verso una ricerca spirituale che si manifesta concretamente in questo recente album solista, Dead Bees on a Cake.In Dead Bees, il suo primo album solista da Secrets of the Beehive del 1987, Sylvian incorpora un’esplorazione del Buddismo Zen e degli insegnamenti Hindu dentro le sue sublimi composizioni minimali. Molta della sua quieta potenza e della sua trattenuta virtuosità, dice, sono il frutto diretto di rigorosi studi spirituali fatti con Ingrid Chavez, sua moglie dal 1992. Apparsa accanto a Prince nel 1990 col film Grafitti Bridge ma nota anche come cantante, cantautrice e poetessa, Chavez ha coinvolto Sylvian in una incessante ricerca di “maestri spirituali” in tutto il mondo. Nell’album figurano vecchi amici, incluso Sakamoto, l’ex batterista dei Japan Steve Jansen, il leggendario chitarrista Bill Frisell ed i fiati di Kenny Wheeler ma anche nuovi collaboratori come il chitarrista Marc Ribot ed il produttore di “tablatronica” Talvin Singh. Sylvian ha in progetto di portare l’album in tour ma forse non fino al 2000.
CDNOW: Ottieni una quieta complessità in questo album con tecniche apparentemente molto semplici
David Sylvian: Tutto dovrebbe essere presente nella composizione. Il potere del pezzo è proprio questo. Si prova ad aggiungere nell’arrangiamento, senza esagerare o appesantirlo, perché potrebbe anche minare il lavoro.
"The Shining of Things," è tematica per l’album ed è un tuo modo per rivelare la natura nascosta delle cose molto normali?
Penso di si. Ecco la meravigliosa ricompensa, riconoscere la magia nella vita di ogni giorno. È un approccio molto buddista, perciò è certamente qualcosa che ho scoperto attraverso il Buddismo Zen nel corso degli anni. La mia pratica abbraccia un amalgama di insegnamenti buddisti ed induisti.
"The Shining of Things" parla di un periodo della mia vita in cui persi di vista quel concetto, per certi versi. Alcune delle persone con cui ero in contatto, alcuni dei meravigliosi esseri che hanno dedicato se stessi a Dio, riconoscono la divinità in ogni cosa. Pochi di noi sono in grado di raggiungere quello stato ma possiamo celebrarne la magia.
Si. Una volta che hai riconosciuto il tuo maestro, diventa meno importante viaggiare. Diventa sempre più un viaggio interiore. Un maestro diventa un punto di devozione e questo è enormemente benefico. Per anni ho provato a farlo da solo ma alla fine la pratica diventava sterile.
Di cosa parla "Praise"? Che lingua è?
È sanscrito. È un canto di ringraziamento a tre manifestazioni della Madre Divina. Nella mitologia hindu hanno il nome di Chandi, Durga e Lakshmi
Shree Ma nacque in una famiglia piuttosto ricca nell’India del nord ma girò le spalle alla sua famiglia e si diresse verso le foreste dell’India in giovane età, per poi spostarsi nelle caverne himalaiane per qualche tempo. Era conosciuta dalla popolazione locale come Santa Madre, Shree Ma.
Venne a stare con noi a Minneapolis. Questa era la canzone che era solita cantare ogni mattina dopo le sue devozioni mattutine. Io avevo lo studio in casa così fu solo una questione di tempo e la indussi ad entrare in studio. Questo fu un momento topico dei cinque anni che occorsero per registrare l’abum.
Quel genere di purezza è qualcosa che si può raggiungere anche senza dedicare completamente la propria vita?
Si deve rimanere consci di Dio o del proprio punto di devozione. Misurare persone come Shree Ma è impossibile. Io posso solo aspirare a quello. Ci furono momenti in cui pensai di girare le spalle alla musica e cercai di raggiungere l’obiettivo. Persone come Shree Ma essenzialmente mi ributtarono nel mondo dicendo: “Cantare è parte della tua pratica. Va e canta”
Stai lavorando con un po’ di persone nuove in questo album, tipo Marc Ribot e Talvin Singh.
Ho lavorato con un suonatore di tabla a New York e la session non è andata bene. Mi sono spostato a Real World in Inghilterra e qualcuno suggerì Talvin. Fu meraviglioso. Sul pezzo"All My Mother's Names", per esempio, ha lavorato ad una traccia che già aveva il piano di Sakamoto e la chitarra di Ribot, il che è quasi una sfida. Mi piacerebbe lavorare ancora con lui in futuro, se sarà possibile.
Il suo lavoro mi era familiare e, mentre arrangiavo il pezzo, il suo modo di suonare la chitarra mi tornò in mente. Le sessions con Ribot furono probabilmente le più produttive di tutte. Si faceva tutto in un pomeriggio. Era molto ricco di idee e mi diede un sacco di spunti su cui lavorare.
Il titolo Dead Bees on a Cake, è un riferimento al tuo album del 1987, Secrets of the Beehive?
Non volevo ci fosse nessuna connessione. Ero in qualche modo riluttante a ritornare sulla metafora. Ma la qualità banale dell’immagine, per come mi apparve, fu molto attraente. Cominciò a rappresentare ciò che le persone che percorrono un sentiero spirituale intendono come obiettivo finale, cioè la morte dell’ego e la fusione con l’oggetto del desiderio. L’ape divenne la metafora dell’ego e mi piaceva che fosse un po’ deprimente e che avesse allo stesso tempo un po’ di umorismo. Essa risuonava con i temi principali dell’album.
commenti
Grazie a Cristiana
Ragazzi,
Cristiana sta facendo un bellissimo lavoro (oltre che molto utile) con le traduzioni.
Voglio ringraziarla pubblicamente.
:-)
Re: Grazie a Cristiana
Mi unisco ai ringraziamenti. Un lavoro bellissimo (e faticoso).
Re: Grazie a Cristiana
Con il mio primo post non posso far altro che ringraziare per la traduzione
Re: Grazie a Cristiana
Ciao Firepower. Benvenuto/a.
Bello l'avatar ;-)
Re: Grazie a Cristiana
Grazie per il BenvenutO
Re: Grazie a Cristiana
Grazie a tutti.
Il mio è solo un tributo al maestro.
Baciotti ed il mio benvenuto ai nuovi amici
Cià