[2007 - New Internationalist] Sul suo viaggio musicale e spirituale di Hugh Bohane (traduzione)

Scansioni

Intervista a David Sylvian di Hugh Bohane
Traduzione in Italiano a cura di Cristiana.

David Sylvian con il tempo diventa sempre più interessante. Inizialmente catturò i cuori di molti angosciati teen agers nel 1980 insieme al suo gruppo, i Japan, ma scelse di uscire dal regno del pop non appena gli sembrò di aver trovato una voce nuova e alternativa con il brano Ghosts. Cocaina e fobie lo condussero verso un profondo isolamento e, esplorando la sua spiritualità, per poco non lasciò definitivamente il mondo della musica. Ma alla fine continuò un viaggio musicale che fiorì in struggenti, unici albums come Gone to Earth (1986). Secrets of the Beehive (1987). Dead Bees on a Cake (1999) and Blemish (2003).

“Soffrivo, e ancora soffro, di una forma di fobia sociale. Decisi di lasciare i Japan. Dovevo affrontare questioni personali che avevo preferito aggirare piuttosto che affrontare. La parte dolorosa del processo fu passare dalla posizione protetta di una celebrità minore ad un’esistenza quotidiana, interattiva. Fu una transizione necessaria.

Ho una forte volontà, un istinto di sopravvivenza, che mi è veramente servito. Ancora penso spesso alle possibili conseguenze dell’abbandonare la musica ed il mondo materiale. Quel percorso è ancora un’opzione. Non so con certezza quanto radicalmente la mia vita sarebbe stata differente se avessi fatto quella scelta. Una vita spirituale non è una scelta facile, non è una fuga. Per me  comporta una spietatezza ed un’integrità che raramente ho trovato in altri aspetti della vita. Ovviamente stavo cercando delle risposte. Mi addentrai in differenti fonti di conoscenza e discipline con la mente aperta, cercando di trovare verità che risuonassero in me. Spesso ebbi l’impressione di stare leggendo una de-costruzione di una stessa esperienza per esempio, la pienezza dell’esperienza del Samadhi indù ed il vuoto del Nirvana buddhista, che sono ovviamente descrizioni della stessa esperienza.
La spiritualità mi ha aiutato in ogni aspetto della vita. Comunque, non vorrei dare l’impressione che il mio credo, per come è, non sia costantemente sottoposto a riaggiustamenti radicali e rivalutazioni.”

Una delle più recenti collaborazioni di David quest’anno è stata con il musicista giapponese Ryuchi Sakamoto per la colonna Sonora del film Babel. Ryuchi e David hanno collaborato inizialmente nel 1983 per il film Merry Christmas Mr. Lawrence. Fecero il patto di lavorare di nuovo insieme quando i tempi fossero maturi.
“Ryuchi mi chiese se avrei voluto scrivere una canzone sulla risposta dell’amministrazione Bush all’Iraq ed agli eventi dell’11 settembre. Non avevo mai pensato a me stesso come scrittore politico nel senso tradizionale della parola. Questa fu la seconda volta in tanti anni che Ryuchi mi coinvolse in qualcosa di apertamente politicizzato. La prima volta fu per un pezzo di protesta contro le mine antiuomo. La mia prima risposta fu un rifiuto. Era una cosa troppo vasta da trattare e non mi sentivo la persona adatta per il lavoro. Ma dopo un paio di settimane l’idea per World Citizen mi arrivò e scrissi il pezzo molto rapidamente, in una breve sessione. Mandai un demo del pezzo a Ryuchi. Essenzialmente sentivo che non c’erano voci udibili di dissenso nella cultura americana nei confronti della guerra, c’erano naturalmente ma in generale erano soppresse, oscurate. La cosa può suonare poco artistica ma l’arte qualche volta non è l’obiettivo o la questione.. Tutt’ora non sono amante della canzone di protesta. Credo che la musica sia molto più potente quando non è usata come una saponetta. Tuttavia qualche volta non è possibile restare in silenzio.”

Nel 2002 Sylvian lanciò la sua etichetta, Samadhisound, una sorta di piattaforma per nuovi artisti
“Con il collasso dell’industria musicale e lo strangolamento degli artisti, nell’età di internet, la comunità artistica globale ora può interagire su una base uno a uno. I lavori realizzati da samadhisound sono materiale a cui tengo molto. Mi piacerebbe ampliare la portata della label negli anni a venire per includere più cantanti e scrittori. Ora c’è una pletora di artisti che gestiscono etichette, dando spazio a realtà musicali che in precedenza sarebbero state seccamente rifiutate dalle etichette commerciali. C’è tanto lavoro interessante da fare nell’area dove l’elettronica, la cosiddetta avant-garde, incontra l’improvvisazione. Sono stato abbastanza fortunato da poter lavorare con alcuni degli esponenti di spicco di questo campo ampio, ma poco definito, nel corso degli anni passati. Penso che ora stiamo reinventando collettivamente l’industria con un punto di vista artista-centrico.

commenti

Re: Sul suo viaggio musicale e spirituale

Cristiana,
grazie per la traduzione e in generale per il supporto. ;-)