

Intervista a cura di Alex2222, Cristiana e Gianluigi. Traduzione in Italiano a cura di Gianluigi. Leggi la versione Inglese.
Sorpresa! :-D
Scommetto che nessuno se lo aspettava!
Alex, Cristiana ed io ci siamo dati da fare e abbiamo realizzato questa intervista.
Voglio ringraziare Joseph Bryars che ha reso possibile il tutto e naturalmente Steve Jansen per la disponibilità e la professionalità dimostrate nell'affrontare questa intervista.
Grazie Alex, Grazie Cristiana!
Alex: Partiamo da Slope, il tuo ultimo album ed il primo lavoro da solista nella tua carriera. Da quanto tempo sentivi la necessità di pubblicare un lavoro solista? Puoi raccontarci qualcosa a proposito della nascita di questo progetto e della sua evoluzione?
Gianluigi: Sono sempre stato affascinato dalla relazione fra personalità e creatività. Quanto il tuo essere una persona non particolarmente socievole ha influenzato le tue scelte artistiche? Suppongo che la tua necessità di lavorare in un contesto amichevole ti dia un forte senso di sicurezza.
Steve Jansen: Forse il senso di sicurezza che deriva dal lavorare con buoni amici mi aiuta ad assumere maggiori rischi nell’ambito dei contenuti musicali. E’ stato certamente così quando ho lavorato con i membri dei Japan – ci siamo dati sostegno l’uno con l’altro sulla diversità e sull cambiamento - ma mai su strutture musicali prevedibili per le quali è necessario più lavoro e maggiore pazienza.
Alex: Nei tuoi primi lavori cantavi i tuoi brani. In Slope hai deciso di utilizzare dei cantanti. E’ una scelta definitiva?
Steve Jansen: E’ una scelta definitiva. Non mi piace cantare e non sono un buon cantante. Sono molto cosciente delle mie limitazioni. Con “Slope” ho voluto realizzare un prodotto che non fosse artisticamente compromesso.
Cristiana: Ascoltando “Sow the Salt” si sentono alcuni suoni che ricordano “Maria” di tuo fratello David. Mi sbaglio?
Steve Jansen: Non contiene nulla di Maria. Quella traccia in realtà è stata costruita manipolando il campione di un vecchio vinile. Se ci sono delle somiglianze sonore è pura coincidenza.
Gianluigi: Il DVD dal vivo (la data Giapponese) è in uscita. Puoi raccontarci qualcosa a proposito della nascita di questo progetto e come mai hai deciso di non avere tutti gli artisti con te sul palco?
Steve Jansen: Sarebbe stato impossibile invitare tutti gli artisti che hanno collaborato al disco, ad essere con me sul palco a Tokyo. Non sarebbe stato possibile nemmeno dal punto di vista economico. Ma a parte questo, ho preferito creare uno sfondo visivo che è stato parte integrante dell’intero show. Personalmente preferisco gli eventi visivi a quelli musicali perciò ho voluto incorporare un’esperienza visiva che catturasse l’attenzione del pubblico. Dal momento che stavo già lavorando con Shoko Ise ho colto l’opportunità per estendere la collaborazione su questa idea con l'inclusione nel film di tutti i cantanti. Questo avrebbe aggiunto diversità ai contenuti e allo stesso tempo focalizzato maggiormente l’attenzione sul contributo dei cantanti. Inoltre, trattandosi di un evento unico, la mia idea era di creare nuovi componenti visuali per accompagnare un progetto quale la pubblicazione di un DVD.
Alex: Raccontaci di “Worlds in a small room”. Come sono nati il progetto e il video?
Steve Jansen: Era un progetto commissionato dalla JVC in Giappone. Stavano producendo una serie di cosiddetti “video ambientali” che includevano vari temi quali l’architettura e i viaggi nello spazio. Ci è stato presentato del materiale video NASA che doveva essere editato per fare un VHS, e ci è stato chiesto di comporre la musica. A causa del nostro interesse in ambito video abbiamo deciso di accettare e abbiamo lavorato sul progetto che è stato scritto e registrato in circa 10 giorni. Era la prima collaborazione post-Japan fra Richard Barbieri e me.
Alex: Gli altri lavori con Richard sono stati indirizzati verso… un arredamento sonoro dello spazio. Come vi dividevate il lavoro?
Steve Jansen: Ci siamo dati abbondante spazio per lavorare sulle idee. E’ stata una collaborazione davvero rilassante. Ognuno di noi ha apportato lo stesso numero di brani per ogni progetto sui quali poi l’altro ha fornito i propri “input”. E’ stata sostanzialmente l’estensione del nostro rapporto lavorativo iniziato nei Japan.
Alex: I “Dolphin brothers” erano un progetto per tentare di reinserirsi nel circuito pop?
Steve Jansen: Potrebbe sembrare, ma non era il nostro obiettivo in quel periodo. Richard ed io volevamo metterci alla prova con la composizione di canzoni. Negli anni 80 c’erano veramente poche possibilità di produrre musica strumentale perciò, essendo appena usciti da un’esperienza di “pop band” sembrava la cosa più ovvia da tentare.
Gianluigi: Come sono oggi i rapporti con i vecchi compagni di viaggio dell’avventura Japan? Forti esperienze come quella, specialmente se vissute in giovane età, dovrebbero lasciare un unione indelebile.
Steve Jansen: Abbiamo condiviso alcuni importanti eventi che cambiano la vita in un età che è fortemente influenzata da persone e ambienti circostanti, quindi è impossibile per noi lasciare queste relazioni nel passato perché hanno influenzato ciò che siamo diventati. Il fatto che siamo tutti oramai maturi e abbiamo preso le nostre strade significa che, in ultima analisi, vogliamo cose diverse dalla vita e dalle relazioni (anche se fra David e me, essendo fratelli, c’è un legame di parentela che ci mantiene strettamente collegati). Sono l'unica persona fra noi quattro che è regolarmente in contatto con ciascuno degli altri. A volte la mia casella di posta riceve le email da tutti e tre in una volta sola e capisco quanto tutti noi siamo diversi e conduciamo vide profondamente diverse.
Alex: Hai lavorato con diversi musicisti. Puoi raccontarci le tue esperienze italiane? Mi riferisco in particolare al progetto marco Polo, ad Andrea Chimenti ed in particolare ad Alice.
Steve Jansen: Ho lavorato con Alice diverse volte. Lei è molto assertiva nel rapporto con i musicisti italiani della band. Durante le prove ho assistito ad alcuni litigi (senza peraltro capire molto di ciò che veniva detto) e comunque con me non si è mai comportata in questo modo. So di cosa è capace e molti artisti italiani che hanno lavorato con lei hanno raccontato di esperienze abbastanza difficoltose, per quanto mi riguarda ho sempre gradito collaborare con lei per lavori che sono stati principalmente eventi dal vivo. Ho lavorato soltanto una volta con Chimenti. Un uomo affascinante e caloroso che sembra essere perfettamente a proprio agio con il suo lavoro. E’ stato un grande piacere trascorrere del tempo con lui. Riguardo a Marco Polo c’è stata soltanto una collaborazione tanti anni fa che è stata gestita attraverso lo scambio dei nastri, non di persona. Ho anche lavorato con Claudio Chianura diverse volte. E’ un uomo caloroso, intelligente e molto aperto e progressista sui metodi di registrazione e di esecuzione.
Alex: Un altro artista con cui hai condiviso gran parte della tua carriera è Yukihiro Takahashi. Puoi parlarci di questa lunga collaborazione?
Steve Jansen: Torniamo indietro nel tempo. Nel 1980. Penso che siamo ottimi amici e collaboratori. Abbiamo fatto diverse registrazioni e numerosi concerti in Giappone durante questi anni e ci sarebbero troppi episodi e storie da raccontare. Oltre al fatto che mi sono divertito a lavorare in questiprogetti, per me è stata una meravigliosa opportunità per crescere, comprendere il Giappone e la sua gente. Come in ogni nazione ci sono aspetti positivi e aspetti negativi, ma trovo che stare in Giappone sia comunque un’esperienza interessante nonostante ci sia stato più volte di quante sia in grado di contarne. Quando mi trovo laggiù ho sempre la sensazione che tutto sia possibile. E’ una cultura molto affascinante e per qualche strana ragione là mi sento sempre a casa. Il rispetto e la disciplina che sono prevalenti nella società Giapponese trovo che siano assolutamente apprezzabili e il livello di efficienza è incredibile. Naturalmente, come molte persone sanno, c’è un aspetto negativo in tutto questo: non c’è una grande quantità di originalità creativa e c’è un forte individualismo, anche se le cose stanno cambiando.
Alex: Quali sono i lavori a cui sei più legato? (almeno tre, per favore)
Steve Jansen: Rispondo riferendomi al tempo trascorso in sala di registrazione, non al lavoro in sé: “Rain Tree Crow”, “Stay Close”. Questi due restano fra i ricordi migliori per essere stati tra amici e aver goduto a pieno l'esperienza.Per il progetto “Rain Tree Crow” abbiamo trascorso due mesi di isolamento in uno studio del sud della Francia e poi nel nord Italia. “Stay close” è stato registrato ai piedi del monte Fuji. Non ho una terza scelta con ricordi particolarmente affettuosi, sebbene alcune parti delle registrazioni di “Brilliant trees” negli studi “Hansa By The Wall” di Berlino siano state qualcosa di speciale.
Alex: Hai dei progetti musicali per il futuro? Stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Steve Jansen: Proprio in questo momento sto lavorando a qualcosa di nuovo…”Nine horses” 2 forse, oppure il prossimo album solista. In questa fase tutto parte dallo stesso posto.
commenti
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Grandi!! Bravi! Bravi!! Bravi!!!
Ora me la leggo con calma e mi gusto ogni parola.
Complimenti ancora
Piero
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
LOL.. per la gioia di Camphor, sta pensando a Nine Horses 2
!!
Beh, è riuscita bene, è stato abbastanza esauriente nelle risposte anche se mi aspettavo un po' più di entusiasmo nel raccontarci la creazione di Slope. E poi non pensavo fosse tanto misantropo... ossia, dato l'ampio numero di collaborazioni fatte nella sua lunga carriera, non pensavo che fossero sempre tutti amici o conoscenti.
Lui dice di non essere un granché come cantante ma io ricordo Dolphin Brothers e non mi sembrava male, non si gridava al miracolo ma era abbastanza intenso. Comunque il suo lavoro è molto interessante, perfetto nel suono e miracoloso nell'ingegneria delle strutture ritmiche. Cancelled pieces è il mio pezzo favorito (versione originale, il remix l'ha devastato).
Bene, grazie Camphor per questa bella opportunità che ci hai dato.
PS: è per vendicarti di NH2 che hai messo quella brutta foto?
in realtà è un gran bell'uomo, lasciatemelo dire..
Re: Intervista a Steve Jansen
In realtà c'è un retroscena che è giusto che vi racconti (per comprendere meglio l'intervista).
Alcune domande specifiche su Slope sono state ritenute "ripetitive" rispetto a quanto già ampiamente descritto sul suo sito ufficiale.
Col suo addetto stampa, quindi, abbiamo deciso di eliminarle (per questo la parte su Slope ti sembra poco esaustiva) e sostituirle con altre che ho formulato sulla base delle risposte ricevute.
In particolare la domanda sul rapporto con gli ex Japan e quella sulla sua condizione di persona "poco socievole" mi sono venute in mente dopo aver letto ciò che aveva scritto.
La foto mi è stata inviata dal suo ufficio stampa, non è una mia vendetta personale :-)
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Ma che dici, sono contentisssssimo !!! :^o
Non aspettavo altro...:^o
=)) ... ~X(
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Mazza,una sorpresa dietro l'altra...ma che è già natale
?!
Bellissime per altro le domande di Alex,mi ha esorcizzato molti miei dubbi(belle anche le altre ovviamente
)
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
gente che sorpresa!!
bell'intervista.
Nine Horses 2? magari.
un nuovo lavoro solista? magari al quadrato
Camp Fire
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Il grazie più grande va a Gianluigi, senza il suo sito tutto questo sarebbe rimasto un sogno.
E il grazie successivo va a Cristiana, rendere il tutto comprensibile al 100% merita un grosso applauso.
Passando all'intervista, è curioso come si rivolga ai suoi compagni di viaggio di una vita citandoli per cognome, anche il fratello (solo una volta scrive David). Le risposte sono molto articolate e interessanti, e di domande ce ne sarebbero tante altre, magari in un prossimo futuro, e visto che il futuro musicale di Steve è assicurato, chissà che non ci sia la possibilità di fare un'altra chiacchierata.
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
E' una cosa che ho notato anche io e devo dire che stride con il suo essere dichiaratamente legato a filo doppio con tutti quanti.
Ho percepito una certa dose di nostalgia nella risposta sugli ex-Japan, il ricordo di un periodo per lui fantastico che non tornerà più.
Alla fine Steve Jansen mi da l'impressione di essere una persona estremamente sensibile che cerca costantemente "riparo".
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
"Riparo", esatto. E lo conferma anche il fatto di essere interessato alla composizione e al "sound design", come lo chiama lui, che lo ha portato ad approfondire le nuove tecnologie ed immagino gli faccia passare gran parte del suo tempo in studio.
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Grazie, sono felice che il mio lavoro sia utile
.
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
alex: ... gli faccia passare gran parte del suo tempo in studio
Già, questo sfuggire i rapporti personali non è segno di ottima salute sociale
! muoversi su terreni conosciuti è certamente confortevole ma non aiuta a crescere. dà l'idea di una persona che volta le spalle ai problemi e li risolve evitandoli. in ogni modo, il suo lavoro in studio è un lavoro della madonna e gioia per le nostre orecchie anche se, a mio parere, un po' freddo, distante. Mi è piaciuto l'aneddoto su Alice.. lo immaginavo attonito mentre ascoltava le inintelligibili urla... chissà che disagio
!
ma dei remix che ne pensate? o stendiamo un velo anche su questo?
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Wonderful! Che bella sorpresa! Avevo proprio voglia di leggere una bella intervista a Jansen...
Bravi ragazzi!
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
tanto per la cronaca ,lo studio di registrazione di rain tree crow a nord dell'italia era il Condulmer a Zerman di Mogliano provincia di Treviso :-)....he he io ne sò tante e ne ho tante su Sylvian.....ma intanto vi leggo :-)
my love wears forbidden colours, my life believes in you once again
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Bravi ragazzi!
Grazie Marco :-) Mi fa piacere che abbia gradito. ;-)
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Bravi bravi! E' davvero una bellissima ed esauriente intervista; non pensavo che Jansen fosse una persona così nostalgica e asociale! Comunque il suo lavoro e' eccellente da ogni punto di vista e non vedo l'ora di rivederlo all'opera...ma Nine Horses 2 NO!!! Basta!!!!! Non ne posso più! Così mi consumate David...lasciatelo stare...volgio vedere un album con solo il suo nome (come Blemish!)...
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
Complimenti..ancora una volta ottimo lavoro
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
wow bella intervista, bravi!
Io invece sono ben lieto di apprendere la possibilità di un Nine Horses 2 perchè adoro Snow Borne Sorrow, per me rimane un capolavoro della discografia sylviana.
Informerò anche Andrea Chimenti di questa intervista visto che ci sono bei commenti che lo riguardano.
Però non capisco una cosa: come mai ci avete messo la foto della iena Enrico Lucci??
Re: [2008 - davidsylvian.it] Intervista a Steve Jansen
:-D
in effetti...