[2002 - ChartAttack.com] Graceful And Stateless di Martin Popoff (traduzione)

Traduzione in italiano a cura di Cristiana.
Leggi la versione inglese.

Fu una serata effervescente, di virtuosismo ad alta fedeltà, quella in cui David Sylvian e la sua elegante band suonarono a Toronto al Danforth Music Hall, di fronte ad un quasi tutto esaurito. Sylvian stava promuovendo la compilation del 2000, Everything And Nothing, a cui seguirà una prossima compilation strumentale,  Camphor, ed una riedizione del live Fripp/Sylvian, Damage.

Questa ondata di uscite retrospettive termina la sua associazione con Virgin, lasciandolo un uomo senza patria (che vive però in un paese molto rurale: New Hampshire!). E’ tutto nuovo per Sylvian e lascia l’esploratore dall’aura decisamente seria… confuso.

 “E’ una situazione completamente aperta. Non sono sotto contratto adesso, e lo sono stato per tutta la vita, e mi trovo nella condizione in cui non devo andare da qualcuno a chiedere “è OK se faccio questo?” . Mi sento enormemente liberato. Mi sto godendo il momento e non cerco nessun contratto con altre etichette, per ora. Sto andando in studio, che ho costruito sulla mia proprietà, e semplicemente mi godrò il fatto e vedrò che cosa ne esce fuori”.

Rispetto all’uscita del 18 giugno di Camphor (disponibile su un CD o, come edizione limitata, su due CD) David ebbe a dire: “E’ una compilation che include un sacco di cose. E’ molto più dinamica di quanto io la intendessi. Pensavo che avrebbe incluso pezzi più languidi ma, alla fine, in quel modo non funzionava. Ed è più movimentata”.

 “C’è una grande varietà di stati d’animo. Penso inoltre che, entro ogni pezzo, sia possibile trovare un equilibrio tra differenti e contrastanti emozioni, come la gioia e la tristezza, che sono un esempio ovvio. Penso che, per esprimere la piena complessità di noi stessi, dobbiamo essere in grado di ritrovarci nella musica, non importa in quale stato siamo quando ci entriamo. Se c’è è un pezzo quasi puramente gioioso, tu dovresti quasi essere in quello stato mentale per parteciparvi realmente. Per questo mi piace che ci sia un complesso di emozioni, per rendere il pezzo abbastanza pieno da essere apprezzato anche in diverse circostanze.”

E perché questo titolo? “Beh, la canfora è una sostanza che si usa nei rituali del culto. Crea la fiamma che poi uno offre agli dei o a Dio. Mi piace quest’analogia, la musica stessa è un’offerta. Ed è anche una sostanza usata per preparare medicine, per guarire, e mi piace anche questa analogia. Tende a sposarsi bene con la mia visione filosofica di ciò che il lavoro tratta”.

Così, con la vita creativa ad un incrocio, torna al riparo. Ho chiesto a David se andare nel New Hampshire (due anni fa) ha influito sul modo di scrivere.

 “Dio, cambia tutto perché il tuo ambiente ha una tale influenza su di te! Noi stiamo molto meglio là. Siamo nei boschi, sul lato di una montagna. È piuttosto fuori. Per dirti, l’acqua proviene dalle sorgenti nel terreno. Devi conoscere l’intero sistema idraulico e collegarti a quello. Hai il tuo gas ed il tuo propano… ogni cosa viene dalla terra. C’è molta manutenzione da fare. Non che debba fare tutto da me, ma è sufficiente (ride)”.