[1999] Intervista di Laurie Brown (traduzione)

Traduzione in Italiano a cura di Cristiana.
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TORONTO- David Sylvian, prima frontman della band Britannica new wave Japan, iniziò la carriera solista a metà degli 80. si spostò dal pop a ciò che può essere chiamato solamente “la musica di David Sylvian”. Il suo successo non scala le classifiche ma è molto originale, autorevole, è musica di ricerca dell’anima. È passato così tanto tempo dal suo ultimo album che la gente pensava fosse sparito dal pianeta , invece semplicemente stava vivendo una vita normale.

 

LAURIE: ho letto che i cinque anni passati a registrare quest’album sono stati i migliori che hai mai avuto. Che succede nella tua vita?

DAVID:, Beh, sono andato in America, ho incontrato mia moglie, abbiamo dei figli, la prima è nata nel 1993. Io volevo proprio concentrarmi sui suoi primi tre anni di vita ed è ciò che ho fatto. Ingrid ed io ci siamo occupati della nostra vita e la musica è rimasta in secondo piano. Ci sono stati momenti in cui ho pensato di non tornare più alla musica, le cose andavano così bene. Mi sentivo pronto ad abbandonarla. Era la prima volta che mi capitava.

LAURIE: quando ti guardi indietro e pensi alle prime cose fatte con i Japan, cosa vedi di te stesso in quel lavoro?

DAVID: Beh, non passo molto tempo a guardare indietro. Inizialmente pensavo di usare la musica per proiettare me stesso fuori nel mondo. Essendo una persona molto timida ed introversa, era un modo per comunicare con il mondo, una cosa necessaria per contattare ed entrare in relazione con il mondo; fu una delle cose più importanti della musica per me, a quel tempo.

C’è quasi una fuga. Essendo così timido pensai di dovermi nascondere sotto all’immagine, l’apparenza ed anche la musica. Non stavo solo nascondendomi dal mondo ma da me stesso.

LAURIE: Se c’è qualcosa che io associo alla tua musica, è un certo tipo di desiderio struggente, quasi un dolore. Non riesco a pensare a come possa essere sentirsi sempre in quel modo.

DAVID: Non penso di esistere sempre in quello spazio, vado là quando lavoro. È là. È rimpianto, è forte desiderio. A cosa serve? Può essere interpretato a così tanti livelli e forse non mi ci voglio soffermare troppo perché ognuno di noi sa di cosa è affamato, che cosa desidera intensamente.