

Carissimi visitatori,
in questi giorni lo staff di davidsylvian.it sta svolgendo una serie di attività di riorganizzazione e aggiornamento del sito e del forum. Gli obiettivi sono di rendere la navigazione sempre più piacevole e intuitiva e di arricchire ulteriormente i contenuti delle nostre sezioni.
Inevitabilmente queste attività causeranno qua e là qualche disservizio di cui ci scusiamo fin da ora.
Cercheremo di concludere i lavori nel più breve tempo possibile, nel frattempo vi ringraziamo per la pazienza.
Lo staff.

Queste le parole scritte da David Sylvian, riportate all'ingresso dell'esposizione e tradotte per noi da Slowfire.
"Sebbene abbia iniziato a scattare Polaroids quando avevo vent'anni, non ero tornato alla SX-70 da quando l'avevo riposta nei primi anni '90. A partire da quel decennio ho lavorato esclusivamente con macchine digitali e il mio occhio si è abituato di conseguenza. Lavorando con i limiti e i benefici degli schermi LCD delle macchine digitali, sono diventato più conscio del colore e della forma, del fare scelte compositive basate principalmente su questo criterio. Quando il focus dell'attenzione si sposta dall'udibile al visuale, e questa deve essere una scelta ragionevolmente cosciente, l'occhio educato registra questi elementi in anticipo sull'intervento del pensiero cosciente cosicché il processo diventa in gran parte istintuale. Raramente fotografo persone. La maggior parte delle mie immagini ora sono prive di forme di vita. Alla nostra presenza si allude tramite ambienti costruiti dall'essere umano verso i quali mi sento largamente attratto, i detriti delle nostre vite moderne, l'evidenza della organizzazione e coabitazione sociale, i veicoli, l'architettura, il possesso, e, inevitabilmente, il mondo naturale.
Ritornando alla macchina Polaroid, con la sua insistenza nell'essere tenuta vicino alla retina il mondo era di nuovo rimpicciolito. Secondo me questi strumenti non sono mai stati il miglior tentativo di catturare la visione d'insieme, era tutto concentrato nei dettagli quindi, ancora una volta, mi sono trovato sospinto nel particolare del mondo circostante e, si, della ritrattistica. La qualità della nuova pellicola è tale da dover abbracciare (accettare) i suoi difetti: le immagini apparentemente sovra e sotto esposte, gli errori dello sviluppo. Questi difetti conferiscono alle immagini l'aspetto di qualcosa da lungo tempo perso, riaffiorante dalla memoria, da un altro tempo, da un altro luogo. Essi impregnano l'ordinario della malinconia tipica di ciò che è partito, della luminosità di ciò che è perso. Sospese in un limbo dentro e fuori dal tempo, divorziate dal contesto, queste fotografie mostrano un po' degli "ardenti enigmi" che abitano il mio mondo."

Le foto dell'evento Glowing Enigmas, l'esposizione di fotografie instantanee di David Sylvian, sono state pubblicate sul blog Tokyo-art-stuff.
Un resoconto della mostra, inserita nell'ambito della manifestazione "Impossible Project", è stata pubblicata nel sito Japansylvian.com e tradotta per noi da Slowfire.
"Sylvian ricompensa i suoi visitatori con una serie di immagini incredibilmente private, alquanto diverse da ciò che ho mai visto in precedenza. Radicalmente diverse nell'umore e nel contenuto dalle fotografie apparse nella galleria fotografica del suo sito.
Ogni composizione è un trittico, un set di 3 polaroids montato su uno sfondo opaco con una semplice cornice nera.
E ciascuna composizione reca in sé la sua narrativa proprio nella relazione intrinseca delle 3 immagini. Il significato di molte composizioni rimane elusivo ma sono tutte lo stesso interessanti.
Ci sono 47 composizioni in tutto, che variano dagli autoritratti ai ritratti dei familiari, degli amici e dei colleghi artisti, fotografie di fotografie, immagini di piccoli soprammobili, immagini di guru e dei, sedie vuote, riferimenti musicali occasionali - come immagini parziali di una tastiera o di un mixer, raggi luminosi che cadono su piccole bottiglie, o sul bordo di uno scaffale, diagrammi anatomici. Pochi paesaggi (ma molto pochi), soprattutto fronde di alberi e il cielo.
La maggior parte delle immagini sono monocromatiche, alcune ricche di colore.
Spesso tagliate, spesso indistinte o sfuocate, o macchiate con residui chimici, il processo di lavorazione e il medium sono ben visibili.
La mostra richiede un'osservazione lenta, protratta.
L'artista non era presente, ma una selezionata playlist di Sylvian faceva da colonna sonora alla serata."
Stando agli ultimi messaggi postati sul twitter di Sakamoto, il musicista giapponese è a New York per registrare materiale per David Sylvian. Assieme a lui Otomo (Yoshihide) e Taylor Deupree.
"skmtmgr skmt management
2nd day w.Otomo & Taylor Deupree for David Sylvian in NY
circa 12 ore fa"
"skmtmgr skmt management
having a session with Otomo for David Sylvian in NY today...
3:32 PM Apr 30th"

Ricordiamo i links dove è possibile acquistare la recente doppia raccolta composta da due cd e 31 brani, incluso l’inedito "Where's Your Gravity?"